MONTHLY DESIGN DIVE – MAGGIO 2026

Benvenuti alla seconda uscita di Design Dive! Ogni mese raccogliamo per voi studenti un po’ di cose da non perdere: mostre in città, libri consigliati e qualche lettura per chi vuole andare più a fondo. Buona lettura!

Maggio a Firenze è uno di quei mesi che non deludono mai: la città è in piena forma, le giornate si allungano e il calendario culturale è davvero ricco! Tra le mostre che continuano a stupire, nuovi appuntamenti da segnare in agenda e qualche grande evento, c’è parecchio di cui parlare!

Ecco quello che vi aspetta: 

  • Rothko a Firenze – Palazzo Strozzi, Museo di San Marco, Biblioteca Medicea Laurenziana

Come ricordato il mese scorso, questa è la mostra del momento e, a maggio, è ancora pienamente in corso. Se non ci siete già andati, non avete scuse: è aperta fino al 23 agosto 2026 e vale assolutamente ogni minuto. Uno dei più importanti progetti espositivi dedicati a Rothko mai realizzati in Italia, con opere arrivate dal MoMa, dal Metropolitan, dalla Tate e dal Centre Pompidou. Non perdetela!

 

  • SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea – Cortile di Palazzo Strozzi

Sempre a Palazzo Strozzi, ma questa volta nel cortile: il collettivo danese SUPERFLEX ha “allargato” il cortile, collocando in una grande vasca d’acqua sculture in travertino rosa di altezze diverse. L’opera immagina un futuro in cui l’innalzamento del livello dei mari sommergerà le architetture umane, compreso Palazzo Strozzi, trasformandole in habitat per la vita marina. Un dialogo insolito e potentissimo tra arte contemporanea e spazio rinascimentale. L’istallazione è visibile fino al 2 agosto 2026. Già che andate a visitare la mostra di Rothko, fate un giro nel cortile: ne vale la pena!

 

  • Jean-Marie Appriou. CANTO INFINITO – Project Space, Palazzo Strozzi

Palazzo Strozzi non finisce di sorprendere: dal 22 maggio al 23 agosto 2026, il Project Space ospita CANTO INFINITO, progetto personale dell’artista francese Jean-Marie Appriou realizzato appositamente per questi spazi. Il lavoro di Appriou è caratterizzato da un approccio sperimentale nell’utilizzo di materiali come alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera, con figure che si collocano in un territorio ambiguo tra l’umano, l’animale e il vegetale. Una voce originale della scultura contemporanea, da tenere d’occhio.

 

  • Firenze Déco, Atmosfere degli anni Venti – Palazzo Medici Riccardi

Come ricordato il mese scorso, questa mostra dedicata al ruolo di Firenze nella diffusione dell’Art Déco è aperta da aprile e continua per tutto il mese di maggio (e oltre, fino al 25 agosto). Se l’avete rimandato, maggio è il momento giusto per vederla. Ceramiche, vetri, gioielli, arredi, abiti e manifesti degli anni Venti, con protagonisti come Gio Ponti per Richard-Ginori e Galileo Chini. Un viaggio nel decennio più effervescente del Novecento, a due passi dal Duomo.

 

  • Baselitz. AVANTI! – Museo Novecento

Anche questa, come ricordato il mese scorso, è ancora in corso e rimane fino al 13 settembre 2026. Una grande mostra dedicata a Georg Baselitz, tra i protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, con un progetto che pone al centro la dimensione grafica della sua pratica. Circa 170 opere tra stampe, dipinti e sculture per un arco di sessant’anni di lavoro. Fateci un passo!

 

  • Luci d’alta quota – Manifattura Tabacchi (ultime settimane!)

Alla Manifattura Tabacchi, la mostra “Luci d’alta quota” ripercorre quarant’anni di esplorazioni himalayane del fotografo Zhang Chaoyin, in dialogo con il figlio Zhang Yuxiao. Ingresso libero fino al 15 maggio 2026. Sessanta opere su pellicola, alcune stampate su seta cinese, tra paesaggi, ghiacciai e comunità umane d’alta quota. Un progetto che mette in dialogo Europa e Asia con una tecnica fotografica analogica straordinariamente viva. Non perdetela… chiude a metà mese!

 

  • Maggio Musicale Fiorentino – Teatro del Maggio, dal 12 maggio.

Maggio è il mese del Maggio Musicale Fiorentino, il più antico festival musicale d’Italia e tra i più prestigiosi a livello internazionale, che inaugura la sua 88ª stagione di opere e concerti. Il titolo principale di maggio è Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, in programma dal 12 al 24 maggio 2026, con un nuovo allestimento firmato dalla regista Valentina Carrasco. In parallelo, una ricca serie di concerti sinfonici che includono Mahler, Šostakovič e Rimsky-Korsakov. Se amate la musica, o anche solo volete avvicinarvi all’opera per la prima volta, questo è il festival giusto. I biglietti partono da 15€.

 

  • Un salto a Torino: Salone Internazionale del Libro dal 14 al 18 maggio 2026. 

Se voleste uscire da Firenze per qualche giorno, maggio offre una destinazione che vale assolutamente il viaggio: dal 14 al 18 maggio torna a Torino la più importante fiera del libro e della cultura d’Italia. La XXXVIII edizione, diretta da Annalena Benini, è ispirata al tema “Il mondo salvato dai ragazzini”, dal libro fondamentale di Elsa Morante del 1968. Il programma è ricchissimo: tra gli ospiti internazionali Zadie Smith (sua la lectio inaugurale), Emmanuel Carrère, David Grossman, il Premio Nobel László Krasznahorkai e Irvine Welsh, solo per citarne alcuni. Sono previsti oltre 2.700 eventi distribuiti in 70 spazi, tra incontri, laboratori, presentazioni e performance. Per chi ama la letteratura, l’editoria o semplicemente le belle giornate immerse nei libri, è uno di quegli appuntamenti che bisogna vedere almeno una volta.

 

Buona visita a tutti e buon maggio fiorentino!

 

Maggio è il mese dei libri per eccellenza. Il Salone Internazionale del Libro di Torino lo ricorda ogni anno, portando autori, idee e comunità intorno a un unico gesto: leggere. Al di là degli eventi e delle classifiche, però, maggio resta soprattutto un invito personale a rallentare, a scegliere con cura cosa portare con sé, magari da affiancare a un caffè o uno spritz. Niente manuali d’esame, questa volta.

 

Packaging Source BookA Visual Guide to a Century of Packaging Design

OPIE ROBERT

Un archivio visivo straordinario che attraversa cento anni di packaging design, dalle origini industriali fino alle sperimentazioni contemporanee. Più che un libro da leggere, è uno strumento da consultare, sfogliare e tenere sulla scrivania. Ogni pagina è una lezione su come forma, colore, materiale e tipografia lavorano insieme per raccontare un prodotto e sedurre chi lo guarda. Per chi si occupa di comunicazione visiva, è semplicemente indispensabile.

DISPONIBILE IN BIBLIOTECA

Prodotto : ⭐⭐⭐

Comunicazione : ⭐⭐⭐⭐⭐

 

Ettore Sottsass

BARBARA RADICE

Un ritratto intimo e intellettuale di uno dei designer più influenti del Novecento. Barbara Radice, compagna di vita e di pensiero di Sottsass, racconta non solo il progettista, ma l’uomo dietro gli oggetti: la sua filosofia, le sue contraddizioni, il modo in cui trasformava ogni forma in un atto culturale. Un libro che parla di design ma ragiona su identità, linguaggio e significato. Lettura fondamentale per chi vuole capire come un oggetto possa diventare comunicazione pura.

DISPONIBILE IN BIBLIOTECA

Prodotto : ⭐⭐⭐⭐⭐

Comunicazione : ⭐⭐⭐

 

Non solo libri. Questo mese segnaliamo anche una rivista che, per qualità e visione, merita un posto nella stessa lista. 

Archivio n.10 – The Design issue

ARCHIVIO è la rivista di Promemoria Group dedicata al mondo degli archivi: storie, materiali e professionisti che custodiscono la memoria. Si rinnova ogni quattro numeri cambiando redazione, grafica e ispirazioni, mantenendo invariata la visione. Dal 2017 ha esplorato oltre 200 archivi in 10 numeri.

Il numero 10 è interamente dedicato al design. Curato da Jasper Morrison e Marco Sammicheli, esplora archivi internazionali, da brand a designer a organizzazioni, spaziando dall’architettura alla ceramica, con un focus sul product design. Il filo conduttore: un oggetto non è mai solo un oggetto. Include un poster speciale con la mappatura degli archivi di design italiani, elaborata da Accurat. 

 

Dimensioni: 23 x 30,5 cm; rubricato

Numero di pagine 240

Cover by Jasper Morrison

Stampato su Fedrigoni Papers 

Lingua: English 

43×60 cm Poster

Costo: €21,00

 

Prodotto : ⭐⭐⭐

Comunicazione : ⭐⭐⭐⭐

Le stelline indicano la pertinenza con ciascun indirizzo su una scala da 1 a 5 — non un giudizio assoluto sul libro, ma un orientamento per la lettura.



Questo mese si parla di schermi! 

Non di come si progetta su uno schermo, ma di cosa significhi progettare per uno schermo, che non è proooprio la stessa cosa. 

Bene, questa volta iniziamo con:

Frank Chimero – What Screens Want (2013) 

Frank Chimero ci ha scritto un saggio nel 2013, What Screens Want, e la domanda che si porta dietro è una di quelle che sembrano ovvie finché non provi davvero a rispondere. La sua risposta ruota intorno a una parola: flux. Lo schermo cambia, si muove, si trasforma,  e questa non è una caratteristica aggiuntiva, è la sua natura. Finché lo trattiamo come una pagina stampata con la luce dietro, stiamo perdendo il punto.

È breve, è bellissimo da leggere, e probabilmente ti farà guardare in modo diverso qualsiasi interfaccia tu stia usando adesso.

Da lì il passo verso il secondo testo è quasi naturale.

Hito Steyerl – In Defense of the Poor Image (2009) 

Se Chimero ti chiede di guardare lo schermo in modo diverso, Hito Steyerl ti chiede di fare lo stesso con quello che ci metti dentro. “In Defense of the Poor Image” pubblicato su e-flux nel 2009, parte da un’osservazione che probabilmente hai fatto anche tu senza darci troppo peso: le immagini che circolano online sono quasi sempre sgranate, compresse, rippate, condivise fino a perdere qualsiasi traccia di risoluzione originale. Steyerl non lo vede come un problema tecnico. Lo vede come un’estetica. L’immagine povera ha una sua storia, una sua politica, è un’immagine che ha vissuto abbastanza da essere ancora lì, in giro, nonostante tutto. Un testo corto e provocatorio, del tipo che ti rimane in testa più a lungo del previsto.

Due letture, un’unica domanda di fondo: a cosa stai davvero guardando quando guardi uno schermo?

Buona lettura, e ci si rivede a Giugno!

 

 

Una Newsletter a cura di: Giorgia Carlotti, Martina Castagneto, Andrea Dringoli, Giulia Saccone, Maria Traversa.