MONTHLY DESIGN DIVE – LUGLIO 2026

Firenze a luglio si trasforma in un palcoscenico diffuso. L’Estate Fiorentina è nel pieno del suo programma, e tra festival all’aperto, danza nei chiostri e grandi mostre ancora in corso, c’è davvero molto da fare.

Ecco una panoramica di quello che vi aspetta:

  1. Musart Festival – Parco Mediceo di Pratolino
    L’appuntamento musicale dell’estate fiorentina per eccellenza. L’undicesima edizione si svolge tra fine giugno e luglio 2026, con main stage al Parco Mediceo di Pratolino, sito UNESCO a pochi chilometri dal centro. Il cartellone di luglio è ricchissimo e trasversale: Mannarino il 4 luglio, Niccolò Fabi al tramonto il 5 luglio, Alfa l’11, Elio e le Storie Tese il 21, Luca Carboni il 24, i Carmina Burana di Carl Orff eseguiti da Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino il 25, e, per i più coraggiosi, il concerto all’alba di Vittorio Nocenzi, fondatore del Banco del Mutuo Soccorso, domenica 26 luglio alle ore 4.45. Sì, avete letto bene. Un’esperienza unica, nel verde di Pratolino all’alba. Prima dei concerti è inoltre possibile visitare il parco con percorsi guidati che toccano, tra gli altri, il celebre Colosso dell’Appennino del Giambologna. 
  1. Florence Dance Performing Arts Festival – Chiostro Maggiore di Santa Maria Novella
    La 37ª edizione del Florence Dance Festival porta fino al 28 luglio nel Chiostro Maggiore di Santa Maria Novella grandi nomi internazionali della danza, eventi musicali con l’Orchestra da Camera Fiorentina e l’assegnazione del Premio Mercurio Volante. Danza contemporanea in uno dei chiostri più belli d’Italia.
  1. Crossover 80 – MAD, Murate Art District
    Dal 2 luglio al MAD – Murate Art District prende il via “Crossover 80”, un progetto immersivo dedicato all’atmosfera creativa e alla New Wave fiorentina degli anni Ottanta, con una grande esposizione e un calendario di eventi diffusi sul territorio fino al 18 settembre. Si apre con la mostra “Florence Calling”, per chi ama la storia visiva e culturale della città, è uno di quegli appuntamenti da segnare. 
  1. Apriti Cinema – Piazza de’ Pitti (ultime settimane!)
    Fino al 26 luglio, l’arena cinematografica sotto le stelle propone film d’autore gratuiti in Piazza de’ Pitti, con la collaborazione delle Gallerie degli Uffizi e il coinvolgimento di realtà come Festival dei Popoli, Schermo dell’arte e Florence Queer Festival. Una serata cinema all’aperto in una delle piazze più belle di Firenze, gratis, senza prenotazione, perfetta per una serata estiva.
  1. SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea – Cortile Palazzo Strozzi (ultime settimane!)
    Come ricordato nei mesi scorsi, l’installazione del collettivo danese nel cortile di Palazzo Strozzi chiude il 2 agosto. Luglio è l’ultima occasione per vederla, magari in abbinamento a Rothko e Appriou, già che ci siete.
  1. Rothko a Firenze, Jean-Marie Appriou. CANTO INFINITO, Firenze Déco – in chiusura ad agosto!
    Le grandi mostre della stagione sono ancora tutte aperte, ma il conto alla rovescia è iniziato: Rothko e Appriou chiudono il 23 agosto, Firenze Déco il 25. Se le avete ancora in lista, e in questo caso non avete davvero scuse, luglio è il momento giusto per non rimandare ulteriormente. Baselitz. AVANTI! al Museo Novecento è invece tranquillo fino al 13 settembre.

In arrivo a settembre — Broken. Il potere del frammento – Palazzo Strozzi
Un’anteprima per chi vuole già segnarsi il grande appuntamento dell’autunno: la nuova mostra di Palazzo Strozzi esplora il tema del frammento dall’archeologia all’arte contemporanea, con oltre novanta opere di diversi secoli e contesti culturali — dall’Egitto antico alla Mesoamerica, dall’Etruria alla Grecia, fino all’arte contemporanea, in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington. Apre il 25 settembre. 

Buon Luglio fiorentino!

Abbiamo appena chiuso la sessione e già si apre un nuovo capitolo (per fortuna, stavolta, in senso buono). Questo mese vi portiamo in giro per il mondo del design: dal Giappone al branding più cool del momento, dal colore che ha fatto la storia dell’arredo fino a settant’anni di eccellenza Made in Italy.

4 libri, 4 vibe diverse, una sola domanda di fondo: cosa fa davvero la differenza in un progetto ?

Japanese Layout Design

SENDPOINTS

Un viaggio nella grammatica visiva del layout giapponese contemporaneo: il volume raccoglie sei macro-stili creativi, 76 strategie di impaginazione e il lavoro di 18 maestri del design nipponico, tra cui Yoshihisa Shirai, Ryu Mieno, Masayoshi Kodaira e Masashi Murakami. Non è un manuale teorico in senso stretto, ma una raccolta visiva — pensata più come libro da tavolo che da leggere pagina per pagina — che mette a confronto il rigore degli strumenti compositivi occidentali con l’estetica orientale, applicata a poster, copertine e materiali pubblicitari.

Prodotto : ⭐⭐

Comunicazione : ⭐⭐⭐⭐⭐

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The Elements of Brand Design

KATHARINA SUSSEK E JENS MÜLLER — EDIZIONE MULTILINGUE, TASCHEN

Il branding come forma di alchimia: forma, colore, tipografia, immagine, suono e movimento concorrono a costruire la percezione che abbiamo di aziende e prodotti. Müller e Sussek strutturano oltre 100 case study in 17 capitoli, ciascuno dedicato a un elemento chiave dell’identità di marca — dalla nascita dei loghi ai sistemi di pittogrammi, dall’uso del suono fino all’IA generativa — affiancando esempi che vanno da Netflix a Nike, da Instagram a Deutsche Bank. Il libro include anche due lunghe interviste a Paula Scher e Michael Bierut di Pentagram, tra i nomi più influenti del design di marca contemporaneo.

Prodotto : ⭐⭐

Comunicazione : ⭐⭐⭐⭐⭐

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A Century of Color in Design

DAVID HARRISON

Dalla lampada Anglepoise color pastello al rosso acceso del papavero di Marimekko, passando per la libreria Bookworm: Harrison ricostruisce un secolo di storia del design attraverso la lente del colore. Il racconto parte dal Bauhaus, attraversa l’esplosione cromatica delle sedute Eames del dopoguerra — quando il colore divenne per la prima volta strumento di espressione individuale nell’arredo — e arriva fino al Memphis e ai pezzi contemporanei. Più che un catalogo, è una riflessione su come il colore non sia mai stato semplice decorazione, ma parte integrante del linguaggio degli oggetti.

Prodotto : ⭐⭐⭐⭐⭐

Comunicazione : ⭐⭐

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Compasso d’Oro ADI Design Museum. Collezione storica

BEPPE FINESSI — TRECCANI, EDIZ. ILLUSTRATA

La prima opera organica dedicata alla storia del premio Compasso d’Oro e alla sua Collezione Storica, riconosciuta dal Ministero della Cultura come bene di eccezionale interesse storico-artistico. Oltre 1000 pagine, più di 2000 immagini tra disegni, progetti e fotografie, e un Albo d’Oro che ripercorre tutti i progetti vincitori dal 1954 a oggi: settant’anni di design italiano raccontati non solo come forma, ma come industria, cultura e visione. Il volume integra anche un MetaBook, un’estensione digitale con contenuti in realtà aumentata accessibili via QR code.

Prodotto : ⭐⭐⭐⭐⭐

Comunicazione : ⭐⭐

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Le stelline indicano la pertinenza con ciascun indirizzo su una scala da 1 a 5 — non un giudizio assoluto sul libro, ma un orientamento per la lettura.



Ecco un altro appuntamento con Take Notes, e questo mese si va un po’ fuori dai sentieri abituali, promesso, c’è un filo conduttore, anche se all’inizio sembrerà che abbia perso la testa.

Si parte da un oggetto. 


Questo aspirapolvere dei Castiglioni aveva capito il futuro meglio dei robot di oggi, pubblicato su Domus, racconta la storia di Spalter, l’aspirapolvere progettato nel 1956 da Achille, Pier Giacomo e Livio Castiglioni. Niente ruote, niente automazione: si porta a tracolla, quasi come una borsa – un aspirapolvere che, detto oggi, sembra più un accessorio da it-girl che un elettrodomestico. Eppure è proprio questo il punto: i Castiglioni non hanno cercato di eliminare il gesto umano, l’hanno riprogettato. Settant’anni dopo, mentre i robottini aspirapolvere di oggi promettono di sparire silenziosamente nelle nostre case senza chiederci nulla (e intanto ti rubano i calzini), Spalter resta lì a ricordarci che un oggetto può anche scegliere di restare presente. Breve, illuminante, e da leggere prima di farti convincere dal prossimo elettrodomestico “intelligente”.

E poi… ok, qui dobbiamo essere onesti: il secondo testo non parla proprio di design, ma se non segui ancora Not, la rivista online di Nero Editions, questo è il pretesto perfetto per iniziare, perché lì dentro si trovano sempre cose che ti fanno venire voglia di aprire altre quindici tab. 

Nelle backrooms dei Boards of Canada | Not | NERO è una lunga chiacchierata a più voci che parte dal nuovo album dei BOC, Inferno, e dal film Backrooms, per finire a parlare di hauntology, liminal spaces e di quelle estetiche “quasi familiari ma sbagliate” che ormai vediamo ovunque online – facce sfocate, stanze vuote, quella roba lì. Ma soprattutto, è il piacere raro di leggere persone che si fanno domande vere su un disco appena uscito, tipo: ma Inferno è davvero infernale come promette il titolo, o è tutta scena? E quanto del significato che troviamo in un album lo abbiamo messo noi, dopo il decimo ascolto di fila alle due di notte? E soprattutto: si sopravvive a un disco dei BOC senza finire a leggere teorie sui forum per tre ore?

Due testi molto diversi, Buona lettura, e ci si rivede ad agosto!

 

Una Newsletter a cura di: Giorgia Carlotti, Martina Castagneto, Andrea Dringoli, Giulia Saccone, Maria Traversa.

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